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Gita a Venezia: un viaggio tra storia, arte e avventure con i gabbiani

La gita a Venezia è stata un’esperienza indimenticabile per gli alunni delle classi coinvolte, tra visite culturali e momenti inaspettati

Utente PDIC87900A-psc

da Pdic87900a-psc

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La gita a Venezia è stata un’esperienza indimenticabile per gli alunni delle classi coinvolte, tra visite culturali, momenti di condivisione e incontri inaspettati con i vivaci gabbiani della laguna. Ecco il racconto della giornata, arricchito da alcune citazioni tratte dalle loro relazioni.

Palazzo Ducale: un tuffo nella Serenissima

La visita a Palazzo Ducale ha affascinato gli studenti, che hanno esplorato il cortile con la maestosa Scala dei Giganti e le sale decorate da capolavori di Tintoretto e Veronese.

“Nella Sala del Gran Consiglio ci sono i ritratti di tutti i dogi, tranne uno, sostituito da un fazzoletto nero per ricordare il suo tradimento”, hanno scritto alcuni alunni. La guida Franca li ha accompagnati attraverso le stanze del potere veneziano, incluso il celebre Ponte dei Sospiri:

“Il suo nome viene dai sospiri dei prigionieri condotti alle celle. Uno di loro, un famoso avventuriero, riuscì a fuggire in modo rocambolesco!”.

Piazza San Marco e l’assedio dei gabbiani

Il pranzo in Piazza San Marco si è trasformato in una divertente lotta contro i gabbiani affamati. “Durante la merenda, alcuni di noi sono stati ‘derubati’ del panino da due gabbiani particolarmente audaci!”, hanno raccontato. “Li abbiamo battezzati Gianpietrino e Roberto, e per evitarli siamo persino scappati sotto i portici!”. Altri hanno aggiunto: “Alla fine, abbiamo lanciato loro un pezzo di pane per distrarli… e ha funzionato!”.

Il Ghetto di Venezia: memoria e riflessione

Nel pomeriggio, il gruppo si è spostato verso il Ghetto ebraico, dove ha approfondito la storia del luogo. “Abbiamo notato i segni dei cardini delle antiche porte che lo chiudevano”, hanno osservato. “E abbiamo scoperto che l’espressione ‘andare in rosso’ viene dai banchi di prestito medievali!”. Davanti ai bassorilievi con i nomi delle vittime della deportazione, il clima è diventato più raccolto, mentre i pozzi e il ponte di accesso al quartiere hanno offerto spunti per riflettere sul passato.

Una lettera per il compagno assente

Gli alunni hanno voluto condividere l’esperienza anche con Edoardo, un compagno che non ha potuto partecipare alla gita. Nella lettera a lui dedicata, hanno scritto: “Speriamo che queste parole ti facciano sentire come se fossi stato con noi”, descrivendo ogni momento, dalla vista del Paradiso di Tintoretto (“l’opera su tela più grande del mondo!”) alle risate per i gabbiani.

“E così si è conclusa la nostra meravigliosa giornata a Venezia!”

— Articolo redatto sulla base delle relazioni degli alunni